venerdì 23 settembre 2011

Ferrario: "Vi racconto il debutto di Diego a Napoli. Il ko di Verona deve far riflettere"



La sconfitta del Napoli col Chievo ha colpito anche me: so bene cosa significa esaltarsi per il calcio a Napoli. La città, dopo tanti anni di difficoltà, sta vivendo una nuova, straordinaria stagione calcistica. A Napoli si provano emozioni incredibili. Ricordo bene la gioia dei miei tempi e potrei raccontarvi di un San Paolo stracolmo, tante e tante volte, con 60.000 abbonati che non ci abbandonavano mai. Dai miei tempi è cambiato tanto, davvero. Partiamo dalla società, e dal presidente, ma anche dal modo di vivere il gioco del pallone fuori dal campo. Ferlaino era schivo; di lui ricordo pochissime interviste. Oggi invece tutto è comunicazione e show. Lo stesso De Laurentiis regge benissimo la scena in ogni occasione. Ha capito il gioco e lo conduce benissimo. Anche perché sa bene che sta allestendo una bellissima squadra. Diversa sicuramente da quella di Maradona, ma bella ugualmente. Partiamo però da un concetto base. Diego rendeva preziosa la squadra in cui giocava. Tutti dovevano guardarsi da noi anche solo perché lui era in campo. Per lui si potevano e si possono utilizzare tutti i superlativi possibili. Ma attenzione si può farlo solo per lui. Oggi il Napoli ha dei grandi giocatori, soprattutto in attacco, ma vorrei dire che non si possono fare paragoni con Maradona. In ogni caso, il tridente di Mazzarri è una grande arma per il Napoli. Hamsik ha tecnica, visione di gioco, posizione e senso del gol. Cavani segna gol a raffica e sembra in grado di aiutare tantissimo la difesa; Lavezzi rappresenta l’estrosità che tanto piace ai napoletani, togliendo qualsiasi punto di riferimento alle difese avversarie. Che bello vederli giocare. Per questo ritengo il Napoli da Scudetto, nonostante la sconfitta: Sarebbe bellissimo vedere felice la gente di Napoli. Per me sarebbe una sensazione meravigliosa che si ripete, in maniera certamente diversa, ma ugualmente da godere fino in fondo. Il Napoli di oggi aggredisce quando gioca in casa, e sa anche farsi attaccare, per poi prendere gli spazi agli avversari. Con gente come Lavezzi e Cavani che entrano dappertutto è davvero un bel vedere. Senza contare Inler, che è stato l’acquisto giusto al momento e per il posto giusto. Un po’ come successe a noi, quando comprammo Ciccio Romano, che ci garantì quell’ordine in campo che poi ci avrebbe portato allo Scudetto. Il Milan è una grande squadra, ma mi piace di più l’idea di una competizione con la Juventus di Conte, che tra l’altro non gioca in Europa. La nuova società, il nuovo allenatore, uno stadio nuovo di zecca e gente come Andrea Pirlo, mi fanno pensare ad una Juve da corsa fino alla fine. Poi metto tranquillamente il Milan e l’Inter, che però credo si concentreranno di più sulla Champions, che riguarda anche gli azzurri: non capisco proprio perché il Napoli debba essere considerato inferiore a Manchester City e Villareal. Sul Bayern Monaco sono d’accordo per questioni di struttura, blasone, esperienza ed altro, ma sulle altre due proprio no. Il City di Mancini non è forte solo perché compra campioni e si è già visto all’esordio contro gli azzurri, e il Villarreal non mi è sembrato imbattibile nemmeno l’anno scorso quando la squadra di Mazzarri aveva un anno di esperienza in meno.

Ci Trovi Anche Su Facebook, Basta Cliccare Qui: http://www.facebook.com/pages/Le-Azzurre-di-Ezequiel-Lavezzi/381987588840?sk=wall

Nessun commento:

Posta un commento